Oggi parliamo di una nuova sfida nel commercio online: gli ecommerce ecosostenibili. Una realtà che non riguarda soltanto le nuove aperture, ma la trasformazione di quelle realtà che tutti siamo abituati a conoscere, tanto da considerarle quasi “di famiglia”. E una spinta che non viene solo da una rinnovata sensibilità green “di tendenza”. Anche dal fatto che i consumatori della rete sono davvero più attenti e sensibili alle tematiche ambientali, e tendono a veicolare le loro scelte di consumo di conseguenza, tendendo a scegliere l’ecommerce green anche rispetto a quello che vende i prodotti al prezzo più conveniente o con i tempi di consegna più veloci.

Sostenibilità su shopify
Ecommerce e sostenibilità: come fare?

Lo shopping online sostenibile: le nuove istanze dei (nuovi) consumatori

Per capire di cosa stiamo parlando, proviamo a tracciare un profilo del consumatore web tipo. Si tratta di un millennial o di un “gen Z” (i nati tra il 1995 e il 2009). Nativi digitali o quasi, quindi, che fanno compere online con la stessa dimestichezza con cui si recano nei negozi, e spesso anche di più. Abituati a consegne veloci, offerte speciali costanti, ma anche a qualcosa che, spesso, è estranea a chi acquista solo nei negozi fisici: il packaging. 

Per questo tipo di consumatori, infatti, il prodotto non si trova solo sulle grucce o sugli scaffali, ma assai più spesso è avvolto in qualche tipo di imballaggio. In poche parole: tendono a prediligere uno shopping online sostenibile perché prendono materialmente atto di quanto materiale inquinante produca il loro consumo di prodotti. E questa è sicuramente una delle ragioni per cui il mercato si sta orientando sempre più verso un tipo di green ecommerce che, anche non vendendo necessariamente prodotti ecosostenibili, presenti modalità di vendita che non implichino sprechi inutili.

I negozi ecologici online e perché l’ecologico online conviene soprattutto a chi vende

Una delle ragioni per cui conviene investire in ecommerce ecosostenibili l’abbiamo appena evidenziata. È decisamente la più importante: la sostenibilità è un motore in grado di spostare le scelte d’acquisto dei consumatori. E ovviamente nessun commercio può sopravvivere senza clienti. Vale la pena evidenziare anche il fatto che il lockdown causato dalla pandemia non ha in alcun modo influito su questa tendenza. Anche nel bisogno di acquistare solo online, infatti, i consumatori hanno continuato a premiare chi fa scelte etiche. L’ecommerce sostenibile si è, anzi, rafforzato come concetto, proprio a causa delle crescenti problematiche ambientali connesse a un tipo di commercio che si basa molto sugli spostamenti su gomma.

Ma non c’è solo questo. Lo sanno bene gli alberghi che, da anni, chiedono ai loro clienti di non far cambiare gli asciugamani ogni giorno perché i continui lavaggi danneggiano l’ambiente. Si tratta del caso più emblematico di “green washing”, una pretesa sensibilità che cela al suo interno nient’altro che l’esigenza di risparmiare. E che però nasconde anche una grande verità. Già, perché, di fatto, essere green è conveniente. Qualche esempio? Scegliere, quando possibile, modalità di consegna verdi che si basino o sulle due ruote. Ovviamente parliamo di quelle della bici – o su veicoli ad alimentazione elettrica, permette di risparmiare in benzina. Prediligere un packaging meno elaborato, chiedendosi se abbiamo davvero bisogno di una scatola dentro una scatola che racchiude un involucro di pluriball che a sua volta protegge un’altra scatola, con dentro altra carta che il produttore ha già inserito per proteggere il prodotto, è un’idea, oltre che sana, anche conveniente dal punto di vista economico.

ecommerce sostenibile
Costruire un ecommerce sostenibile

Unire ecosostenibilità e creatività, risparmio e comunicazione

Se si vanno a guardare i siti web specializzati in shopping online ecosostenibile, notiamo che, oltre ovviamente alla vendita di prodotti ecosostenibili, il loro focus è molto centrato proprio sul packaging. Questo non solo, come abbiamo appena spiegato, rispetto alla possibilità di utilizzare meno carta e meno plastica, ma trasformando il tutto in una sfida creativa. Qualche esempio? Buste in carta riciclata piegate in forme insolite. Ma anche vecchi sacchi di caffè riciclati, fogli di giornale dal sapore antico. Insomma, il limite è la fantasia. 

E poi, mai come oggi, tutto fa storytelling. Utilizzare prodotti che abbiano una storia, saper raccontare la filiera, coinvolgere il packaging e – fattore non meno importante, dato che i nuovi consumatori non si accontentano più del green ma vogliono una sostenibilità a tutto campo – mettere il focus sulla sostenibilità umana, sono tutti modi per coinvolgere il consumatore. Ma anche, e spesso soprattutto, per rimanere impressi nella sua memoria, e continuare ad essere la sua prima scelta nel tempo. 

Insomma, il mondo dell’ecommerce ecosostenibile oggi da un lato non è più una scelta. Se si vuole continuare a rimanere competitivi, infatti, non si possono certo ignorare le istanze dei consumatori. E, dall’altro, è una scelta premiante se ci si dimostra in grado di cavalcare l’onda, senza limitarsi a entrare passivamente in un’ottica di economia circolare, ma sfruttandola come occasione per distinguersi dalla massa.

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