Come abbiamo già detto, Magento ha annunciato che avrebbe smesso di rilasciare aggiornamenti per le sue versioni fino all’1.9, concentrandosi solo su Magento 2.

Ovviamente, per gli ecommerce, attività che comportano la gestione di dati personali e metodi di pagamento, dal momento che gli aggiornamenti sono essenziali per la sicurezza dei siti, ciò comporta la necessità di trasferire il proprio negozio online su un’altra piattaforma o su Magento 2.

Vediamo dunque quali sono le diverse opzioni per trasferire il proprio ecommerce.

Magento 2

L’opzione che appare a prima vista più immediata è la migrazione del sito su Magento 2., anche se ad un’occhiata più approfondita non sembra la scelta ideale. Magento 2, infatti, ha un core completamente diverso rispetto a Magento 1, per cui la migrazione non avviene con un semplice click su “aggiorna”, ma richiede l’assistenza – e il pagamento – di uno sviluppatore, e il tutto per perdere alcune delle funzionalità di Magento 1.

Inoltre, Magento 2 è nuovo, e questo significa che lo sviluppo di alcune estensioni e plugin, anche quelli essenziali, potrebbe richiedere molto tempo, perché la maggior parte delle funzionalità di Magento 1 non è compatibile con la versione 2, dunque alcuni tools andranno sviluppati ex novo.

Un altro problema è che, almeno nella fase iniziale, ci saranno ancora bug da risolvere su Magento 2, che non è ancora una piattaforma stabile. Allo stesso tempo però, è preferibile migrare prima che Magento 1 smetta di rilasciare gli aggiornamenti. In poche parole: anche scegliere il momento giusto per il trasferimento del sito richiede un’accurata valutazione.

Le altre opzioni

Dal momento che la migrazione dalla versione 1 alla versione 2 di Magento sembra così macchinosa, vale la pena chiedersi se non sia piuttosto il caso di trasferire l’ecommerce su un’altra piattaforma.

Ci sono, in effetti, diverse opzioni. Si può scegliere, ad esempio, tra piattaforme open source o con software proprietario. La differenza è che le prime offrono il controllo totale sui contenuti e sulla personalizzazione, rivelandosi perfette per gli ecommerce di grandi dimensioni che necessitano di un’organizzazione su misura e hanno abbastanza risorse da investire nel lavoro degli sviluppatori, o possono assumere un proprio team. Lo stesso vale per chi ha esperienza nella programmazione.

Viceversa, quando il budget è ridotto, non si hanno competenze nella programmazione, e non si vuole ricorrere costantemente all’assistenza dei programmatori, i software proprietari sono la soluzione migliore. Questo tipo di piattaforme permettono inoltre di risparmiare tempo prezioso che può essere investito nello sviluppo del business.

Leggendo recensioni, e usufruendo dei periodi di prova gratuita che le piattaforme con software proprietario usualmente offrono, è possibile farsi un’idea più precisa di cosa potrebbe fare al caso proprio, valutando ad esempio Shopify, ma anche WooCommerce, una piattaforma open source integrata con WordPress.

O ancora, confrontando i costi e le funzioni tra Shopify e il suo diretto competitor Lightspeed: entrambe offrono ottimi tools, dalla possibilità di realizzare un ecommerce professionale all’ottimizzazione SEO, differenziandosi per alcune funzioni la cui utilità dipende dall’uso che ne farà il singolo ecommerce.

via: Code.nl

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