È proprio il caso di dirlo: l’ecommerce farmacie è il tipo di rivoluzione digitale che gli italiani stavano aspettando. Come per molte altre realtà infatti, soprattutto le più piccole, anche quello dei farmaci online è un mercato che ha subito una spinta alla digitalizzazione a causa del lockdown. In breve tempo sono spuntati non solo numerosi ecommerce, ma anche app che segnalavano dove comprare farmaci online al prezzo più conveniente offrendo in più un servizio di consegna a domicilio.

A dire il vero, quella di acquistare farmaci online non è propriamente un’abitudine nuova: complici i prezzi favorevoli applicati sui cosmetici, già in tempi non sospetti c’era chi ordinava, insieme alla crema anticellulite, anche i farmaci da banco. Ma è innegabile che il settore abbia ricevuto una spinta significativa nell’ultimo anno, complice anche una modalità decisamente semplificata per la presentazione delle ricette mediche.

In questo articolo analizzeremo proprio la crescita di questo settore e tutti i fattori che hanno contribuito a rendere l’idea di aprire una farmacia online un progetto vincente. Con in più una sorpresa finale per chi sta pensando di aprire il suo ecommerce.

 

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La crescita del settore farmaceutico online

Dalla cosmesi ai farmaci da banco, dai farmaci da banco a tutti i farmaci, passando ovviamente per i dispositivi medicali: i numeri dell’ultimo periodo indicano un circolo virtuoso in cui i vari microsettori si sono vicendevolmente agevolati. IQVIA, portale di analisi statistica dedicato proprio al mondo farmaceutico, ha registrato infatti un aumento complessivo del settore ecommerce farmacie del 76% rispetto agli stessi mesi dell’anno precedente.

Rileva in particolare come, se in passato l’asso nella manica delle farmacie online autorizzate erano i prezzi concorrenziali sulla cosmesi, a trainare la crescita dell’ultimo periodo sono stati invece i dispositivi medicali come mascherine, igienizzanti e saturimetri. La cosa non stupisce di certo, è ovvio. A impressionare, però, sono i numeri: la vendita online di farmaci è passata da un volume di affari di 172 milioni di euro a ben 274 milioni nei primi tre trimestri del 2020.

Inoltre, ad averne tratto beneficio è stato anche il settore cosmetico: l’Osservatorio e-commerce B2c promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano e da Netcomm, Consorzio del Commercio elettronico italiano ha infatti rilevato una notevole crescita anche nella vendita di prodotti per la cura del corpo, che ha registrato un +39% rispetto all’anno precedente. Il dato sorprendente? Per la prima volta le farmacie hanno superato le profumerie nelle vendite online.

 

Come vendere farmaci online: dall’aprire una farmacia al trasformarla in un ecommerce

Sia il sopracitato Osservatorio che Cosmetica Italia sono concordi nel ritenere che il trend positivo non subirà una battuta d’arresto con la fine della pandemia. Una facile previsione – considerato il felice binomio tra comodità e convenienza, quest’ultima destinata peraltro ad aumentare proprio in ragione della maggiore concorrenza – che trova conferma anche nei crescenti investimenti che molte farmacie stanno facendo per entrare o implementare la loro presenza nel mercato online.

Già, ma come vendere farmaci online? Data la sua importanza, ovviamente quello farmaceutico è un settore sottoposto a una rigida regolamentazione. L’apertura di una farmacia online, così come di una parafarmacia, sono sottoposte a rigidi controlli e subordinate al rilascio del logo identificativo nazionale da parte del Ministero della Salute, logo che è necessario esporre sul sito a tutela della clientela.

Per lo stesso motivo, è necessario richiedere l’iscrizione della farmacia e del sito internet nel portale del ministero, dove è rintracciabile l’elenco dei siti autorizzati alla vendita online. Una misura che consente ai clienti di verificare con immediatezza se ci si trova davanti a una vendita abusiva di farmaci dalla quale, ovviamente, è bene stare alla larga.

 

vendere medicine online

 

Aprire una parafarmacia online: un percorso agevolato

Un aspetto importante da considerare, però, è che per la concessione dell’autorizzazione ministeriale c’è una sostanziale differenza a seconda che si voglia aprire un ecommerce per farmacie o per parafarmacie. Nel primo caso, infatti, è sempre necessaria la presenza di un negozio fisico. Questo sostanzialmente restringe i campo solo a coloro che sono già titolari di una farmacia (settore a sua volta soggetto a notevoli restrizioni).

Diversamente, non è necessario un negozio fisico qualora si dichiari di voler vendere esclusivamente prodotti paramedicali. Ma attenzione: questo significa che non sarà possibile vendere nemmeno i cosiddetti farmaci da banco. Via libera invece alle già citate creme anticellulite, ai prodotti per la cura del corpo (dai deodoranti ai cerotti), ma anche a macchine per l’aerosol, saturimetri, prodotti per l’infanzia come latte artificiale o creme e, ovviamente, mascherine, guanti e igienizzanti. 

 

Riassumendo

Insomma, quello della vendita di farmaci e parafarmaci online è un trend in costante crescita, e per di più non si prevede un arresto a breve termine di questa parabola ascendente. Anzi, i dati segnalano un trend assolutamente positivo con una crescita costante degli investimenti per trasformare l’online – tradizionalmente trascurato in questo campo – in un vero e proprio canale di vendita parallelo.

Il tutto con il vantaggio ulteriore dato dall’estrema facilità di aprire ecommerce per la vendita di prodotti paramedicali. Una fetta di mercato decisamente ampia e redditizia che può essere sfruttata semplicemente aprendo un proprio ecommerce, anche su piattaforme dedicate come Shopify.

 


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